Autorità

Il Ministero pubblico può confiscare denaro ad una persona deceduta?

Se l'autorità ordina la confisca dopo la morte dell'imputato, questa è diretta contro gli eredi, ai quali devono essere riconosciuti i diritti di parte.

Se un imputato muore, l'autorità competente deve interrompere il procedimento penale. Se l'autorità confisca una somma di denaro dopo la morte dell'imputato, deve ordinare la confisca a spese degli eredi. Per poter notificare agli eredi tale ordine, l'autorità competente è tenuta a rintracciare gli eredi. Se non lo fa, l'avvocato dell'imputato deceduto può tutelare gli interessi degli eredi fino a quando l'autorità non li abbia rintracciati e non abbia concesso loro i diritti di parte. Ciò è stato confermato dal Tribunale federale nella sentenza del 27 agosto 2021.

Un’avvocatessa rappresenta un cliente dopo la sua morte

La Guardia di confine sequestra 15.000 euro ad un uomo. Il pubblico ministero apre un procedimento penale. L'uomo conferisce al suo avvocato una procura che si estende oltre la sua morte. Dopo la morte dell'imputato, il ministero pubblico chiude il procedimento penale e ordina la confisca del denaro sequestrato. L'avvocato del defunto presenta un ricorso contro quest'ordine alla Camera di accusa. Quest'ultima non dà seguito al ricorso «per mancanza di autorizzazione». A nome degli eredi, ancora sconosciuti, l'avvocato si appella al Tribunale federale e presenta un ricorso in materia penale.

Gli eredi devono essere in grado di difendersi

Nel caso in esame, il ministero pubblico ha confiscato la somma sequestrata solo dopo la morte dell'imputato. Così facendo, ha interferito con i beni degli eredi. Questi ultimi devono prima venire a conoscenza di questo sequestro per poter decidere se difendersi da esso. Di conseguenza, l'avvocato aveva ragione a presentare ricorso contro il provvedimento di confisca: «Piuttosto, le era consentito e richiesto di utilizzare la procura firmata in suo favore oltre la morte e il mandato conferitole per tutelare gli interessi degli eredi, che non erano ancora noti per nome e per la cui identificazione l'Ufficio investigativo di Altstätten avrebbe dovuto preoccuparsi in primo luogo», come scrive il Tribunale federale.

Il Tribunale federale accoglie il ricorso e rinvia il caso al tribunale inferiore per una nuova valutazione. In particolare, il tribunale inferiore deve incaricare il pubblico ministero di rintracciare gli eredi. Il Tribunale federale non addebita le spese processuali, ma il Cantone di San Gallo deve rifondere le ripetibili in maniera adeguata all'avvocato.

Aggiornato il 13 marzo 2025